Lettera del Priore – 23 aprile 2018

RIMINI 23 APRILE A.D. 2018

Cari fratelli in Cristo ,
oggi nella festa di San Giorgio ho avuto modo di ricevere molte comunicazioni di stima, di apprezzamento e di auguri per il nostro lavoro intrapreso e voglio condividerli con voi ringraziandovi.

I nostri interventi in molteplici direzioni in favore della pace e contro la guerra in Siria e Medio Oriente hanno suscitato una sorta di catalizzatore di attenzioni da varie istituzioni, e questo non può che rendermi orgoglioso di voi e dell’ attività che voi tutti avete prestato in questa direzione, sopportando un priore che ha fatto pedalare certamente un po tutti, è vero, ma è anche vero che anche voi non avete dato il 100% ma il 1000%….

I miei ringraziamenti oltre a voi Cavalieri e sergenti vanno a Padre Haddad sempre in prima linea nella difesa della TerraSanta e della sua fraterna amicizia e disponibilità, a Padre Giuseppe Spampinato e tutto l’Ordine della Campanella e alla confraternita Charles de Foucauld e a tutti gli ufficiali di riferimento, ad Adolfo Morganti con cui si è determinata una costante e proficua collaborazione in molteplici settori, lo storico e giornalista Paolo Sensini che ci ha dato voce nella lotta per la verità sul genocidio in Medio Oriente, a Don Emanuele Giunchi che ci ha accolti come figli spirituali a cui và la nostra preghiera per una guarigione piena, a Sua Eccellenza Reverendissima Mons Andrea Turazzi che ci ha accolto in udienza come un padre e con un grande cuore ci ha dato la forza e l’incoraggiamento per la nostra missione, a tutti i Padri Passionisti del Santuario della Madonna di Casale sempre pronti ad ascoltarci e consigliarci, a Don Mario Dariozzi e a Don Giuseppe Scarpellini che hanno sempre sostenuto le nostre intenzioni e non ci hanno mai fatto mancare la loro disponibilità, alla confraternita della Madonna del Suffragio di Colonnella in particolare a frà Guerrino che ci ha ospitato sempre nelle sue manifestazioni in onore di Maria Santissima, al Grand ufficiale Cesare Tabarrini e la commenda dell’ OESS di San Marino per il confronto e l’affratellamento con cui ci siamo trovati per affrontare i problemi legati ai Cristiani d’oriente e le dinamiche internazionali.
In particolare il mio ringraziamento va a Sua Beatitudine Gregorio III da cui abbiamo imparato la forza della fede, della verità e della Preghiera per operare con tutti gli strumenti per Nostro Signore Gesù Cristo per i nostri fratelli nel Medio Oriente e i cristiani di frontiera.
Tutto questo lavoro collegiale in incontri, conferenze, capitoli nazionali ed internazionali, seminari, gruppi di studio di formazione e ritiri spirituali è talmente copioso che in questi mesi rapportarne l’escatologia con cui l’ abbiamo affrontato è stato praticamente impossibile.
Abbiamo alternato le nostre vicissitudini della vita ordinaria a quella straordinaria esperienza che è la cavalleria di Nostro Signore Gesù Cristo.
Ci siamo addirittura trovati ad affrontare escatologie socio politiche che nemmeno potevamo essere possibili fino a qualche anno fà; per questo desidero ringraziarvi tutti per l’abnegazione con cui l’avete portato a compimento e per come avete affrontato tutte le difficoltà e le fatiche, con coraggio e spirito di corpo e vera fraternità ma sopratutto con UMANITA’ E FEDE.
Si può dedurre che il nostro San Giorgio ci abbia protetto e indirizzato, con lui San Bernardo, San Michele Arcangelo e la nostra Madre Santissima a cui da consacrati a Lei possiamo portare tutte le nostre miserie ed intenzioni e sempre siamo ascoltati protetti e guidati …. Ne sono certo !!!!

Ora nuove sfide e ombre nere ci sono all’orizzonte, la Vita è in pericolo non solo umana ma il pianeta tutto è a rischio. Proprio dopo 2 settimane fibrillanti dal punto diplomatico e internazionale che hanno visto anche noi anche se marginalmente coinvolti operare con una certa ansia sulle scene come osservatori ed anche in parte attori, per far coinvolgere il più possibile la popolazione attraverso notizie non filtrate e\o modificate riguardanti i fatti Siriani ed internazionali ed anche qui ci si trova al fronte pur essendo distanti dalle linee di fuoco, il fronte della difesa della Verità …. e oggi quasi il nostro San Giorgio volesse aprire un altro fronte per la nostra battaglia proprio nel giorno della Sua celebrazione salta agli occhi un fatto che mi ha fatto riflettere molto ed è questo :
Oggi il Regno Unito,che ha come bandiera la Croce di San Giorgio, ha annunciato il travaglio della principessa Kate per partorire il terzogenito del Principe William Windsor pronipote della Regina Elisabetta II , mentre la giustizia proprio di Sua Maestà Britannica negava lo stato di cura ad un infante di nome Alfie e quindi il distacco del respiratore artificiale con un protocollo di morte assistita … dopo i ripetuti appelli dei Genitori delle associazioni cattoliche e anche del Santo Padre e la disponibilità dell’ospedale Bambin Gesù di Roma di poterlo accogliere e cercare una possibile cura per la malattia rara di cui è affetto.
La giustizia inglese ha deciso di andare avanti per la sua strada …. ebbene oggi ho pregato San Giorgio per questo bambino e poi mi sono appellato alla Nostra Madre Santissima e Nostro Signore Gesù Cristo affidandolo a loro con sguardi di Padre e di Madre ed ho atteso con ansia proprio per quel padre e quella madre che hanno lottato affinché il loro figlio vivesse ….. e stasera dal Ministro degli esteri italiano è arrivata la notizia della concessione della cittadinanza Italiana al piccolo Alfie, segno che la mano di Dio usa elementi imprevedibili per parlarci, aiutarci, e compiere miracoli inaspettati.
Prego affinché questo trasferimento in Italia possa aprire ad un ulteriore Miracolo vero e proprio per una guarigione piena e di una vita possibile in dignità del piccolo e di tutta la sua famiglia e spero vivamente lo facciate anche voi … grazie Signore, grazie Maria Santissima, grazie San Giorgio.
Questo per ribadire che tutto ci è possibile con la preghiera e con la lotta nella verità e per la verità, per la difesa della vita e del creato, dei deboli, degli oppressi e dei perseguitati …. quindi con coraggio nonostante ombre fosche di un possibile conflitto globale non perdiamoci mai d’animo ed andiamo oltre l’ostacolo forti del fatto che se Dio sarà con noi, la vittoria sarà certa e la Vita sarà salva in un mondo sicuramente migliore.

W San Giorgio
W Maria Santissima
W Cristo Re

Vostro in Cristo e Maria
Fr. Davide Nanni
Priore dei Cavalieri Crociati di Cristo Priorato di San Giorgio

Dichiarazione congiunta dei Patriarchi di Antiochia 14/04/2018

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TRADUZIONE IN ITALIANO

Damasco, 14 aprile 2018

Dio è con noi; lo comprendano tutte le nazioni e si sottomettano!

Noi, i Patriarchi: Giovanni X°, Patriarca greco-ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente, Ignazio Aphrem II°, Patriarca Siriaco Ortodosso di Antiochia e di tutto l’Oriente, e Giuseppe Absi, Patriarca Melchita-greco cattolico di Antiochia, Alessandria e Gerusalemme, condanniamo e denunciamo la brutale aggressione che ha avuto luogo questa mattina contro il nostro prezioso Paese, la Siria, da parte degli Stati Uniti, dalla Francia e dal Regno Unito, con l’accusa secondo cui il governo siriano avrebbe usato armi chimiche. Leviamo le nostre voci per affermare quanto segue:
1. Questa brutale aggressione è una chiara violazione delle leggi internazionali e della Carta delle Nazioni Unite, perché è un assalto ingiustificato a un paese sovrano, membro dell’ONU.
2. Ci provoca grande dolore che questo attacco provenga da Paesi potenti a cui la Siria non ha causato alcun danno in alcun modo.
3. Le accuse degli Stati Uniti e di altri paesi secondo cui l’esercito siriano starebbe usando armi chimiche e che la Siria è un Paese che possiede e usa questo tipo di arma, sono affermazioni ingiustificate e non supportate da prove sufficienti ed evidenti.
4. Il tempismo di questa ingiustificata aggressione contro la Siria, quando la Commissione internazionale indipendente di inchiesta stava per iniziare il suo lavoro in Siria, mina il lavoro di questa commissione.
5. Questa aggressione brutale distrugge le possibilità di una soluzione politica pacifica e porta a un’escalation e a maggiori complicazioni.
6. Questa ingiusta aggressione incoraggia le organizzazioni terroristiche e dà loro lo slancio per continuare nel loro terrorismo.
7. Chiediamo al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite di svolgere il suo ruolo naturale nel portare la pace piuttosto che contribuire all’escalation delle guerre.
8. Facciamo appello a tutte le Chiese dei Paesi che hanno partecipato all’aggressione, perché adempiano ai loro doveri cristiani, secondo gli insegnamenti del Vangelo, e condannino questa aggressione, richiamando i loro governi a impegnarsi per la protezione della pace internazionale.
9. Salutiamo il coraggio, l’eroismo e i sacrifici dell’Esercito Arabo Siriano che coraggiosamente protegge la Siria e fornisce sicurezza alla sua popolazione. Preghiamo per le anime dei martiri e per il riabilitazione dei feriti. Siamo fiduciosi che l’esercito non si piegherà davanti alle aggressioni terroristiche esterne o interne, ma continuerà a combattere coraggiosamente contro il terrorismo fino a quando da ogni centimetro della terra siriana sarà sradicato il terrorismo. Allo stesso modo, lodiamo la coraggiosa posizione di Paesi che sono amichevoli nei confronti della Siria e della sua popolazione.
Offriamo le nostre preghiere per la sicurezza, la vittoria e la liberazione della Siria da ogni tipo di guerra e terrorismo. Preghiamo anche per la pace in Siria e in tutto il mondo e chiediamo di rafforzare gli sforzi della riconciliazione nazionale per proteggere il paese e preservare la dignità di tutti i Siriani.

(traduzione tratta da https://oraprosiria.blogspot.it)

Dichiarazione congiunta dei patriarchi di Antiochia 2018-PDF

Papa accetta rinuncia Gregorio III Laham: servitore del Vangelo e della pace

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Papa Francesco ha accettato la rinuncia al governo pastorale della Chiesa greco-melkita presentata da Sua Beatitudine Gregorio III Laham, Patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti. A norma del diritto, l’amministratore della Chiesa Greco-Melkita, fino all’elezione del Patriarca, è mons. Jean-Clément Jeanbart, arcivescovo di Aleppo dei Greco-Melkiti, vescovo più anziano per ordinazione del Sinodo permanente. In una lettera al Patriarca Gregorio III Laham, Papa Francesco lo definisce “servitore zelante del Popolo di Dio” e riconosce il suo grande impegno per la pace in Siria sconvolta dalla guerra. Il Papa conclude la sua lettera indirizzata anche a tutti i vescovi della Chiesa greco-melchita, assicurando la sua Benedizione Apostolica “come segno di grazia e di incoraggiamento per l’avvenire della comunione della testimonianza del Vangelo”.

Il Patriarca Gregorio III Laham, 85 anni, è nato a Daraya in Siria nell’arcieparchia di Damasco. E’ stato Patriarca di Antiochia dei Greco-Melkiti per 17 anni: è stato infatti eletto nel novembre del 2000 dal Sinodo dei Vescovi greco-melkiti, ricevendo la “comunione ecclesiastica” da San Giovanni Paolo II. In questi anni di guerra in Siria, Gregorio III Laham si è impegnato con tutte le forze per la pace e la riconciliazione nella sua terra natale.

(Fonte: http://it.radiovaticana.va/ – 06/05/2017)

Siria: patriarca Gregorios III Laham, “chi mi accusa di sostenere Assad venga qui a vedere il terrore che gli islamisti ci incutono”

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“In Occidente mi si accusa di sostenere il presidente Assad. Ma coloro che danno di queste lezioni vengano sul posto per rendersi conto del terrore che gli islamisti ci incutono”. A dichiararlo è il patriarca greco melkita Gregorios III Laham in un’intervista pubblicata oggi sul sito “L’Oeuvre d’Orient” e nella quale si sofferma sulla crisi siriana. L’ottantaduenne patriarca, siriano di nascita, parla del “martirio del suo Paese” e accusa le “grandi potenze che si rifiutano, dice, “di combattere Stato islamico con i mezzi necessari” contrastando invece il regime. “Non temo solo per i cristiani ma per tutto il popolo siriano. Le bombe stanno cadendo ovunque. Gli americani, i russi, gli inglesi, i francesi, i turchi, e anche Israele ci bombardano, come è avvenuto lo scorso dicembre per eliminare un membro di Hezbollah, presente a Damasco. Tutto questo, dicono, per sbarazzarsi di Daesh e e portarci la pace. Ma in attesa di questa pace che non viene, a essere uccisi sono civili siriani. Uomini, donne, bambini che muoiono ogni giorno a decine”. “Le grandi potenze ci accusano di sostenere una dittatura, ma il nemico non è Assad è Daesh con le sue legioni straniere, ceceni, giordani, tunisini, sauditi, e anche europei che vengono ad occupano le nostre terre. È da loro che dobbiamo liberarci. Il popolo siriano soffre il martirio. Quasi cinque anni di guerra, e il pedaggio è pesante: tra 250 000 e 300 000 morti, migliaia di feriti, sfollati, orfani, e l’Occidente sta ancora parlando e sempre dell’uscita di Assad. Ma mai di quella dei terroristi. Sono quelli scacciano i cristiani dalle loro case, che sgozzano i siriani che osano affrontarli. Per quanto tempo ancora dovremo vivere sotto il giogo di questi assetati di sangue?”. “Devo aiutare tutti i siriani – conclude – poco importa a quale religione appartengano. Bisogna preparare il dopo guerra e ritrovare la voglia di ricostruire insieme la Siria”.

(Fonte:http://agensir.it)

Cina: dopo croci e chiese distrutte, le scuole demolite

Cina, dopo aver distrutto oltre 300 chiese e croci, il partito comunista demolisce le scuole cristiane

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Cinquecento poliziotti prendono a manganellate semplici civili, la cui unica colpa è quella di essere cristiani e di cercare di difendere la loro chiesa dal tentativo del governo locale di distruggerne la croce. Il video pubblicato dalla Cnn (in basso nella pagina) mostra chiaramente quanto avvenuto a fine luglio in Cina, davanti alla chiesa della Salvezza, nella contea di Pingyang, Wenzhou.

CROCE DISTRUTTA. Per 33 giorni consecutivi, i cristiani della chiesa, iscritta tra quelle ufficiali protestanti (come richiesto dal partito comunista), avevano pattugliato l’edificio religioso 24 ore su 24 per impedire che il partito comunista abbattesse la croce. Quella notte diversi fedeli sono finiti all’ospedale e la polizia, costretta battere in ritirata, è riuscita a distruggere la croce qualche settimana dopo, vincendo la resistenza dei cristiani.

TROPPI CRISTIANI. Come raccontato più volte da tempi.it, è in atto una nuova ondata di persecuzioni nei confronti dei cristiani nella provincia di Zhejiang, considerata più grave anche di quella avvenuta durante la Rivoluzione Culturale. Il partito comunista cinese ha già distrutto 360 tra croci e chiese, nel tentativo di frenare la crescita del cristianesimo nell’area e abbattere le strutture «troppo vistose».

«PROTEGGERÒ LA CROCE». Molte altre chiese sono in pericolo alla periferia di Wenzhou, considerata la “Gerusalemme d’Oriente” a causa dell’altissimo numero di cristiani. «Se sarà costretto, prenderò la croce tra le mie braccia e la proteggerò», dichiara alla Cnn un anziano che staziona tutto il giorno davanti all’entrata dell’edificio. Riferendosi al partito comunista aggiunge: «Non hanno il diritto di buttarla giù, ecco perché dobbiamo difendere la nostra chiesa».

«CHI GIOCA COL FUOCO…». È d’accordo il leader della comunità protestante, Chen Zhi’ai: «Quello che il governo sta facendo è barbarico, sono come banditi e noi siamo infuriati. Oggi vediamo che violano il simbolo fondamentale della nostra fede e questo ci fa molto male». I cristiani vengono perseguitati come ai tempi di Mao Zedong, ma i tempi non sono più gli stessi e Chen lancia un avviso al partito: «Se continuano a comportarsi in questo modo, finiranno come dice il detto: “Chi gioca con il fuoco finisce bruciato”».

SCUOLE DOPO LE CHIESE. Il partito comunista però non si è limitato a demolire chiese e a distruggere croci. Come riporta ChinaAid, la nuova crociata contro i cristiani ha portato anche alla distruzione di una scuola di eccellenza di Fuyang (Anhui). La scuola a inizio settembre è stata demolita con la gru con la motivazione formale che gli estintori non erano a norma. Comunicata la decisione alla scuola, hanno anche avvisato tutti i genitori di non mandare più i loro figli in quella struttura.
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«GOVERNO SPAVENTATO». Eppure secondo il direttore della scuola, Fang Han, le cose non stanno così: «Abbiamo tutte le licenze e i requisiti per tenere aperta la scuola. Siamo in regola», ha dichiarato prima della demolizione. «Qui ospitiamo 800 studenti e i genitori, nonostante gli avvisi del governo locale, hanno mandato i primi giorni a scuola i loro figli lo stesso». Un cristiano della zona conferma: «La scuola è cristiana, ecco il problema. Ovviamente il governo trova sempre una scusa, non fanno mai le cose in modo diretto, ma io penso che siano spaventati perché i credenti in Cristo aumentano. Temono che diventino un pericolo per loro ma noi cristiani non siamo contro il governo».
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STRUTTURA DEMOLITA. Nonostante la protesta di insegnanti e genitori la scuola è stata demolita nei primi giorni di settembre. Dopo la distruzione, il direttore della scuola è scomparso e i genitori non sanno dove mandare a scuola i figli: «Non so dove trasferire il mio ragazzo e non so come fare a mandarlo in un’altra scuola. È davvero doloroso vedere quanto successo, i cristiani non hanno mai fatto niente di male». Il partito comunista non la pensa così: dal 26 luglio scorso, oltre a quella di Fuyang, ha già chiuso altre quattro scuole cristiane.

(Fonte: http://www.tempi.it)

Mons. Haddad: “La Siria? Una guerra importata”

Il rettore di Santa Maria in Cosmedin interviene sulla tragica situazione del paese
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Mtianos Haddad (Al centro) nel corso di una visita a Torino

Proprio nel momento in cui Stati Uniti e Gran Bretagna decidono di sospendere gli aiuti finanziari e di altro genere elargiti alle milizie fondamentaliste islamiche che combattevano una guerra religiosa contro il governo di Damasco e le minoranze (cristiane, alauita, sunnita, drusa e sciita), la rivista delle Missioni della Consolata dedica spazio a un’intervista a mons. Mtianos Haddad, rettore della Basilica di Santa Maria in Cosmedin. Santa Maria in Cosmedin è la basilica, vicina al Circo Massimo e al Teatro di Marcello, che ospita nel suo atrio esterno la famosissima “Bocca della verità”, il mascherone rotondo dove i turisti infilano la mano; leggenda vuole che se sei un bugiardo, la pietra si chiuda. E il prelato siriano assicura di dire la verità.

Parla della Siria, mons. Haddad; e come altri esponenti delle comunità cristiane (fino a oggi in Siria convivevano 7 etnie e 17 fedi religiose diverse) dipinge un quadro ben diverso da quello offerto dalla grande maggioranza dei media occidentali, per non parlare di televisioni come Al Jazeera e le organizzazioni di “attivisti” anti-Damasco. Da quest’intervista esce un quadro molto diverso da quello dipinto dalla maggior parte dei media internazionali. Mons Haddad è siriano, archimandrita della Chiesa cattolica greco-melchita.

“La Siria è una culla della cristianità – ha detto mons. Haddad alla rivista – . I cristiani e gli ebrei sono lì da ben prima dell’islam. Dopo 600 anni sono arrivati anche i musulmani. Un mosaico religioso, ben vissuto e ben accettato, che è diventato una ricchezza. Prima di questi ultimi 32 mesi, “maledetti” (mi scuso del termine, ma è così), la Siria era un esempio della convivenza e convivialità tra cristiani (cattolici, ortodossi, protestanti), musulmani e comunità ebraiche. Come prova di quanto affermo, ricordo che, da tanti anni, il governo ha cancellato la voce “religione” dalla carta d’identità, cosa impensabile negli altri paesi arabi. Così, al momento di iscriversi all’Università, nessuno ti chiederà quale sia la tua fede. Ma c’è di più. Nelle scuole pubbliche, che sono gratuite, pure le differenze sociali tra ricchi e poveri sono state azzerate introducendo per ogni studente la stessa uniforme. Anche in questo modo il governo ha aiutato tutti noi a essere semplicemente cittadini siriani. Io sono orgoglioso di essere siriano».

Secondo il prelato siriano, quella siriana è una guerra importata…”Per abbattere il governo sono arrivati in Siria combattenti jihadisti da 17 paesi! Si parla di 80-100 mila uomini armati stranieri nel paese. Sono mercenari, jihadisti per vocazione o fanatici. Un esempio. Sono arrivati nella bellissima Aleppo, città di cultura e commerci, e si sono impossessati di un quartiere. Ebbene, questi personaggi hanno imposto la sharia nella zona conquistata. Hanno usato le persone come scudi umani, hanno ucciso bambini davanti ai familiari”. Haddad ricorda l’attacco a Maalula, una piccola città cristiana, uno dei pochi luoghi al mondo in cui si parli ancora l’aramaico. E dove i fondamentalisti islamici hanno rapito un gruppo di suore ortodosse, della cui sorte non si sa nulla.

Secondo Haddad “la quasi totalità dei combattenti non sono siriani. Poi ci sono alcune persone che hanno lasciato la Siria perché avevano problemi con il governo”, fuori dal Paese da oltre 20 anni. I loro figli neppure sanno dove sia la Siria! “Io rispetto l’opposizione siriana che dialoga con il governo per cambiare le cose, ma non quella che chiede l’intervento di eserciti stranieri per colpire il paese. Questo è un tradimento. Questi personaggi (che spesso vivono in hotel a 5 stelle) non mi rappresentano. Adesso sono stati chiamati a partecipare alla conferenza di ‘Ginevra 2’, ma non ci vogliono andare perché pretendono di imporre le loro condizioni. Il governo al contrario non ne ha poste. A Obama hanno dato il premio Nobel della pace prima che facesse qualcosa. Vediamo se adesso saprà meritarselo”.

Marco Tosatti
Roma

(fonte: http://vaticaninsider.lastampa.it/)

Cardinali, Vescovi e Patriarchi cristiani d’oriente abbandonano banchetto a Washington

Cardinali, Vescovi e Patriarchi cristiani d’oriente abbandonano banchetto a Washington nauseati dall’ignoranza dei loro ospiti!!

Gregory III Lahham

Organizzare a Washington una serata “a favore dei Cristiani d’Oriente” e poi riuscire a insultare e offendere la Verità e la Storia tanto da provocare l’esodo del Cardinale Beshara al-Rai (Patriarca Maronita di Antiochia), del Vescovo Zihlawi, del Patriarca Aram (Armeno), del Patriarca Ignatiuis Younane (Cristiani di rito Siriaco) e infine di Gregorio III Laham, Patriarca melkita é sicuramente un record.

Sono riusciti a stabilirlo i rozzi e ignoranti congressisti e senatori Usa che evidentemente avevano scambiato la serata di ieri come un palcoscenico per dare la stura ai loro sentimenti islamofobi e imperialisti conditi da filosionismo di marca evangelica, tanto popolare oltreoceano.

Quando il Senatore Cruise si é lanciato in una tirata laudatoria nei confronti del regime ebraico di occupazione della Palestina e ha paragonato i legittimi movimenti di Resistenza Hamas ed Hezbollah ai fantocci sionisti dell’ISIS il Patriarca Melkita Gregorio ha preso, si é scrollato la polvere dai calzari e ha abbandonato l’assise, non prima di aver ricordato al cafone a stelle e strisce che fu l’arrivo degli invasori ebrei in Palestina a causare i primi profughi cristiani del Medio Oriente.

Quando poco più tardi il Congressista Chris Smith ha osato accusare il Presidente Assad di ‘crimini contro i Cristiani’ (quando invece tutti sanno che ne é il primo e più convinto protettore) tutti gli altri Patriarchi, che avevano voluto credere che le sparate di Cruise fossero solo un incidente isolato, hanno fatto registrare la loro delusione e se ne sono andati.

(fonte: http://palaestinafelix.blogspot.it/)

Imbarazzo alla Casa Bianca

Imbarazzo alla Casa Bianca durante l’incontro coi Patriarchi Orientali. Obama: “Sappiamo che Assad ha difeso i Cristiani!”

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Come abbiamo già detto in un articolo precedente i Patriarchi Cristiani d’Oriente sono impegnati in un viaggio di gruppo negli Usa per sensisbilizzare le numerose comunità siro-libanesi e arabe che vivono oltreoceano sull’emergenza vissuta dai loro correligionari in Siria e Irak. Il banchetto della sera dell’11 settembre in compagnia di ignoranti e cafoni rappresentanti eletti al Congresso é finito con un esodo di massa dei prelati, offesi dalle bestialità proferite dai loro ospiti, ma l’incontro alla Casa Bianca col Presidente Obama ha avuto risultati ancora più sorprendenti.

Di fronte a Patriarchi, Vescovi e Cardinali (vedi la foto in apertura) Obama si é lasciato “scappare” l’ammissione secondo la quale: “Sappiamo bene che Assad e il suo Governo hanno protetto le comunita cristiane della Siria”. Forse il ‘Potus’ non pensava che la sua dichiarazione sarebbe stata registrata e trasmessa, cosa invece che é puntualmente avvenuta. Nella frase, a ulteriore ‘imbarazzo’ di Obama, gli é scappato di chiamare il Governo di Assad come realmente é (un Governo legittimo sostenuto dai voti della stragrande maggioranza dei Siriani) e non col nome di ‘regime’ che nella parlance ipocrita a stelle e strisce dovrebbe squalificarlo.

Prontissima allora la replica di Aram I Keshishian capo della Chiesa Armena, che ha incalzato Barack Hussein: “Allora in questo caso la dovete finire di sostenere i terroristi che cercano di abbattere il suo Governo!

(fonte: http://palaestinafelix.blogspot.it/)


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